Dinami potrebbe presto aggiungersi ai comuni italiani – poco più di un centinaio – che si possono fregiare del titolo di “Civitas Mariae”, tradotto “Città di Maria”. Si tratta di un importante riconoscimento che richiede, tra l’altro, l’approvazione della Diocesi nonché del Vaticano.
Ieri, intanto, si è concretizzato il primo passo dell’iter: l’Amministrazione comunale, guidata da Antonino Di Bella, ha dato il via libera al provvedimento. Nella documentazione che lo sancisce si parla di “riconoscimento della storica e profonda devozione alla Madonna della Catena da parte della comunità locale”, oltre alla disponibilità a inserire la denominazione Civitas Mariae “nella documentazione istituzionale, nella segnaletica urbana e in tutte le attività di promozione del territorio”.
Quanto asserito nel testo è, tra l’altro, suffragato dai fatti: oltre al profondo legame con questo titolo mariano, condiviso peraltro anche da molte persone del circondario, vi sono diversi eventi miracolosi che collegano la Madre di Dio al popolo dinamese, come quelli avvenuti negli anni 1783, 1791, 1905 e 1908, a cui va aggiunto quello del 1959, uno dei più importanti, nel quale la Madonna, secondo i racconti, avrebbe evitato che l’intero paese di Dinami cessasse praticamente di esistere a seguito di una piena d’acqua.
In caso di approvazione definitiva, il centro vibonese verrebbe annoverato tra i siti accoglienti – specie verso le persone più deboli – e inclusivi che seguono l’esempio di Maria. Al profondo significato religioso si unirebbe, in egual misura, quello civico: anche il Vaticano certificherebbe che a Dinami vi è una storica, particolare e radicata devozione mariana e, di rimando, che lo stesso Comune può essere considerato a livello nazionale come uno dei territori che assumono e promuovono valori quali pace, solidarietà e giustizia.
Ora la palla passa agli enti ecclesiastici: in caso di riscontro positivo, il sito sarebbe il primo della provincia ad ottenere questo riconoscimento.