La Penna Rossa

Una scelta controcorrente: investire a Dasà puntando sul futuro del territorio

Nel centro vibonese una coppia apre un’attività digitale e porta servizi utili alla comunità, sfidando la fuga dai piccoli paesi
10/01/2026
copertina

Un Digital Express a Dasà: è questa l’idea che poco più di sei mesi fa ha portato una giovane coppia del luogo ad aprire una nuova attività nel centro vibonese. Una scelta controcorrente per storia e protagonisti: Beatrice Ganino – titolare dell’esercizio – è dasaese d’origine, ma in età adolescenziale si trasferisce con la famiglia a Vibo Valentia; suo marito, Angelo Rizzo, è invece originario di Porto Salvo. Una relazione nata a chilometri di distanza dal comune montano e che, in quanto tale, si prestava a molteplici evoluzioni: dalla stabilizzazione definitiva nel capoluogo di provincia alla (purtroppo classica) migrazione al Nord.

La scelta, invece, è di quelle che a primo acchito possono sembrare irrazionali. Lei torna e investe nel suo paese e, assieme all’uomo della sua vita – che svolgeva un’altra attività – scommette su un settore sì innovativo ma, almeno nei piccoli paesi, pieno di sfide. I servizi offerti sono tanti e variegati: dalla spedizione di pacchi in Italia e all’estero – «ne inviamo circa 50 a settimana», ci spiegano – al pagamento di bollettini e PagoPA; dalle ricariche telefoniche (con la possibilità anche di acquistare o riparare un telefono o altri accessori) alle gift card; dal noleggio auto all’attivazione di contratti di luce e gas, fino all’attivazione dello SPID e alle visure e certificazioni. Prestazioni a cui se ne aggiungono altre, fornite ad hoc in base alle esigenze.

Servizi condivisi con altri esercenti, misti a servizi in esclusiva ma, soprattutto, servizi in grado di aiutare concretamente persone di mezza e terza età, fascia prevalente in tutto il circondario e meno avvezza alle nuove tecnologie. Una scommessa nel vero senso della parola che, però, sembra stia già portando i suoi frutti.

«Nei prossimi giorni ho appuntamento con una persona per abilitarle lo SPID», ci racconta Angelo. Una formalità in una grande città, un “piccolo problema” in un’area come quella trattata, in cui gran parte degli anziani vive da sola e alcune esigenze diventano veri e propri intoppi.

Esplicativo, in tal senso, è un aneddoto relativo ai giorni scorsi: «Un signore anziano della zona non riusciva a contattare i suoi nipoti», ci spiega l’uomo. «Aveva semplicemente un’offerta scaduta; dopo aver riattivato le funzioni è scoppiato a piangere». Un aiuto dato gratuitamente, ma che fa capire come prestazioni di questo genere possano aiutare concretamente e trasversalmente i cittadini del posto.

In fondo, la vera sfida è proprio questa: offrire servizi che sarebbero utilissimi anche in centri abitati più estesi in un’area dell’entroterra, semplificare le necessità quotidiane degli abitanti del posto e offrire alternative a procedure ormai storiche e consolidate.

Alle prestazioni elencate – che, come summenzionato, sono molte di più – va di pari passo una serie di creazioni personalizzate: bomboniere, candele, set nascita ed etichette adesive per la propria azienda, giusto per citarne alcune. «Quest’anno – ci dice Beatrice, che crea personalmente gli oggetti – sono andate tantissimo le bomboniere per matrimoni e nascite».

Un’opportunità tra le molte offerte dai coniugi, che su Dasà hanno scommesso a doppio filo: a livello professionale e a livello umano, visto che dallo stesso paese passa anche l’educazione e la crescita dei figli.

«Amo questo territorio, la sua gente, com’è fatto», ci risponde Angelo a una specifica domanda sul perché abbia deciso di mettere radici (in senso lato) a Dasà. «Speriamo di crescere sempre di più e tramandare ai nostri figli tutti i sacrifici e la nostra attività, permettendo anche a loro di poter vivere serenamente qui, proprio come stiamo cercando di fare noi stessi», aggiunge Beatrice.

Parole che, unite alla breve ma importante “migrazione di ritorno” della moglie, non lasciano spazio a interpretazioni: una piccola storia di restanza in una regione abituata a raccontare vicende diametralmente opposte.

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