Dopo l'ok del Consiglio comunale – il 22 dicembre scorso – anche la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea ha dato il via libera, a Dinami, per l'acquisizione del titolo di “Civitas Mariae”, tradotto “Città di Maria”.
Per la comunità locale si tratta di un importante riconoscimento, che accentua un legame secolare e già profondissimo: quello tra gli abitanti del posto e la Madonna della Catena (la cui venerazione si estende, tra l'altro, all'intero circondario e non solo).
La denominazione porta con sé anche altre sfumature: Dinami rientrerà tra i siti accoglienti – specie verso i più deboli – e inclusivi che seguono l'esempio di Maria.
Una gratificazione di cui si possono fregiare pochi comuni (un centinaio in tutta Italia) e, soprattutto, riconosciuta dal Vaticano.
Anche la Santa Sede, infatti, ha attestato che nel centro vibonese esiste una storica, particolare e radicata devozione mariana. Una tesi corroborata anche da eventi miracolosi: l'intercessione della Vergine nei terremoti del 1783, del 1791, del 1905 e del 1908, nonché nell'alluvione del 1959.
Queste testimonianze, come sopra citato, hanno suffragato l'iter portato avanti dall'Amministrazione comunale (guidata da Antonino Di Bella, che ha ringraziato pubblicamente il vescovo per l'attenzione dimostrata verso il suo paese) e dalla Parrocchia (la vicenda è stata seguita dall'ex parroco don Rocco Suppa).
Proprio sotto l’aspetto ecclesiastico, si registrano due incroci molto significativi: il riconoscimento ufficiale arriva nel 2026, a 70 anni dal decreto con cui la Diocesi elevò la Chiesa della Madonna della Catena a Santuario diocesano (12 dicembre 1956) e nell’anno dedicato a san Francesco d’Assisi. Nel XVII secolo, un ramo dell’Ordine da lui creato – i Frati Minori Conventuali – fondò a Dinami un convento dedicato alla Madonna della Catena: fu l’inizio di un cammino comune con la Madre di Dio, ancora oggi vivo e radicatissimo.