La Penna Rossa

Pediatra assente nelle Preserre si accende il dibattito: l'Asp non chiarisce, sindaci pronti ad agire legalmente

Diritto alla salute violato, con centinaia di bambini costretti a lunghe attese e ricorsi al Pronto Soccorso
21/03/2026
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La mancanza del pediatra nelle Preserre vibonesi è al centro di un acceso dibattito. La situazione, che coinvolge circa 500 bambini, si protrae ormai da mesi e ha spinto gli amministratori locali a sollecitare risposte tempestive da parte dell’Asp, o a intraprendere azioni legali.

Il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, uno dei comuni interessati, ha inviato un esposto urgente ai vertici dell’Azienda sanitaria e ha firmato una diffida ufficiale, chiedendo chiarimenti sulla situazione e tempistiche certe per il ripristino del servizio pediatrico. Scaturchio ha dichiarato che ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta, e che qualora l’Asp non adempia entro tre giorni, si rivolgerà alla Procura e chiederà l’accesso agli atti.

La questione si protrae da tempo. La dottoressa Emanuela Siclari, responsabile del servizio pediatrico, è stata in malattia per diversi mesi, e l'Asp non ha trovato un sostituto fino al novembre scorso. La ricerca di un medico è stata complicata, tanto che due professionisti hanno rinunciato all’incarico dopo aver appreso che si trattava di una posizione temporanea.

Nel frattempo, i genitori dei bambini hanno dato vita a numerose proteste, tra cui una manifestazione del 22 settembre davanti alla sede dell’Asp, per denunciare le difficoltà incontrate nel cercare cure pediatriche alternative.

Tra i principali problemi sollevati ci sono la necessità di percorrere lunghi tragitti per raggiungere altri specialisti e il ricorso ripetuto al Pronto Soccorso, con conseguenti disagi.

La carenza del pediatra non solo ha violato il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione, ma ha anche avuto ripercussioni sul sistema sanitario locale, creando sovraccarico nelle visite dei professionisti. Le famiglie hanno lamentato le difficoltà di accedere a visite tempestive, con il rischio di aggravare la situazione sanitaria dei minori.

Il frequente ricorso al Pronto Soccorso ha provocato congestionamenti nei servizi, con i genitori che, in alcuni casi, hanno visto nell’ospedalizzazione l’unica soluzione rapida, «anche quando forse non necessaria», come affermato da alcuni genitori.

Dopo mesi di incertezze, l'Asp aveva trovato un sostituto, il dottor Alessio Mancuso, che aveva preso servizio dal 24 novembre. Tuttavia, il medico ha concluso il suo incarico anticipatamente il 15 marzo. Le motivazioni sono state espresse dallo stesso Mancuso in modo chiaro: «La decisione è stata dettata da gravi criticità amministrative protrattesi nel tempo – si legge in una breve nota – non compatibili con il regolare svolgimento dell'attività professionale».

L’abbandono anticipato del dottor Mancuso ha fatto ripartire tutto il processo di ricerca di un sostituto, riaccendendo il malcontento tra amministratori e cittadini. Nonostante le numerose sollecitazioni, la sensazione prevalente tra la popolazione è quella di essere stati abbandonati dalle istituzioni competenti.

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