Tanti centri calabresi tra poche ore vivranno l’“affrontata”, l’incontro simbolico tra la Madonna e il Cristo Risorto. L’episodio non è raccontato in nessun Vangelo; tuttavia, la tradizione popolare e devozionale è molto sentita. In Calabria – e non solo – esistono però anche delle “affrontate particolari”, fuori per tempistica e tema rispetto a quelle più conosciute, ma ugualmente apprezzate.
Nel Vibonese, a Pannaconi (frazione di Cessaniti), l’ex parroco don Felice Palamara, in più occasioni, ha proposto una piccola affrontata tra san Paolo e la Madonna. Nel momento clou, la statua del primo, dopo aver fatto rapidi movimenti avanti e indietro, si incontrava con quella della Madonna della Lettera, tra gli applausi scroscianti e prolungati dei fedeli.
La manifestazione era totalmente slegata dalla Pasqua (in quel periodo viene infatti celebrata l’affrontata tradizionale), ma aveva un riferimento storico preciso. Secondo i fatti narrati dalla tradizione, san Paolo sarebbe giunto a Messina per predicare il Vangelo, trovando una popolazione ben disposta ad ascoltarlo. Al momento della ripartenza verso la Palestina, una delegazione di abitanti del posto chiese al predicatore di accompagnarlo, al fine di conoscere di persona la madre di Gesù. La richiesta fu accolta e un gruppo di messinesi incontrò così la Madonna, consegnandole una missiva in cui i cittadini professavano la fede in Cristo, chiedendo la protezione di Maria. La Vergine li accolse e, a sua volta, consegnò una lettera scritta in ebraico, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. Tornati in Sicilia, i viaggiatori mostrarono il testo alla comunità, tuttora custodito a Messina, dando il via a questo particolare culto, poi esteso anche a Palmi e, appunto, Pannaconi. La rappresentazione ideata da don Felice rievocava il momento in cui san Paolo incontrava la Madonna.
A Taverna, comune del Catanzarese che diede i natali all’artista Mattia Preti, il 6 gennaio viene festeggiato Gesù Bambino, detto “Bomminuzzu”. Nel pomeriggio il simulacro viene portato in processione. Il corteo religioso si protrae per circa tre ore: è molto suggestivo e partecipato (sono previsti anche momenti di adorazione eucaristica nelle chiese). Al termine, la piccola scultura arriva in una piazza del paese. Da altre due strade che conducono allo stesso luogo, dietro una curva, vengono portate le statue della Madonna e di san Giuseppe. A un certo punto, tutte e tre le statue vengono fatte correre, ricongiungendosi nello spiazzale e dando vita a una vera e propria “affrontata natalizia” (la foto di copertina, del fotografo Mario Gentile, fa riferimento a questa giornata particolare).
È una tradizione secolare e molto seguita, anche oltre il circondario. Non esiste una spiegazione certa al 100% del gesto; leggendo il Vangelo, c’è però un episodio che si avvicina molto all’azione compiuta: il ritrovamento di Gesù nel Tempio, narrato da san Luca.
L’iniziativa che più si avvicina all’affrontata classica, anche se in estate, arriva però da un comune del Centro Italia, Capena, nel Lazio. Qui, alla vigilia della Festa dell’Assunta, avviene l’incontro tra la Madonna e Gesù. La sera del 14 agosto, due grandi quadri raffiguranti il Cristo e la Mamma Celeste vengono portati dalle rispettive chiese lungo una strada diritta e lunga, e le rappresentazioni sostano in due curve opposte. Al via dato dagli organizzatori, i portantini si lanciano in una grande corsa, che termina quando i simulacri arrivano letteralmente faccia a faccia. C’è anche una particolarità che lega il sito a Dasà: come nel centro vibonese, anche lì diverse persone corrono dietro alla Madonna.
Trovare una motivazione al gesto non è facile; l’ipotesi più plausibile è che si tratti di una tradizione ispirata a Roma. Nella Capitale, anticamente – e in questo caso la storia è documentata – proprio nella notte tra il 14 e il 15 agosto, le immagini di Gesù e della Vergine, al termine di un lungo percorso, si incontravano. L’azione rappresentava il ricongiungimento di Maria con suo figlio in Paradiso, dopo l’Assunzione in cielo (memoria che la Chiesa cattolica festeggia proprio il 15 agosto e che da molti religiosi viene definita “la Pasqua della Madonna”).