Nei piccoli comuni della Calabria si sta consumando una crisi silenziosa ma profonda: case vuote, cittadini sempre meno numerosi e un legame con le proprie radici che rischia di spezzarsi.
A lanciare l’allarme è il sindaco di Dinami, Antonino Di Bella, che ha inviato una lettera alle principali istituzioni nazionali ed europee chiedendo interventi urgenti.
Il problema principale riguarda la tassazione sugli immobili, cioè le imposte che si pagano per possedere una casa. Secondo il primo cittadino, queste tasse sono diventate troppo pesanti, soprattutto per gli emigrati italiani che vivono all’estero ma mantengono una casa nel proprio paese d’origine.
Molti di loro, nel corso degli anni, hanno investito i risparmi di una vita per costruire o sistemare abitazioni nei centri calabresi. Oggi però, spiega il sindaco, queste case stanno diventando più un costo che una risorsa. Il risultato? Sempre più immobili vengono lasciati vuoti, oppure venduti a prezzi molto bassi.
Un fenomeno che si riflette chiaramente anche a Dinami, piccolo centro della provincia di Vibo Valentia con circa 1.700 abitanti. Qui il numero di abitazioni chiuse è in costante aumento, segno evidente di uno spopolamento che non si arresta.
La questione è emersa con forza anche durante un recente incontro con alcuni cittadini originari del territorio ma emigrati all’estero, in particolare in Svizzera. Nonostante la distanza, il legame con il paese resta forte. Tuttavia, il peso delle tasse rischia di scoraggiare definitivamente il mantenimento di queste proprietà.
Per questo motivo, il Comune ha avanzato alcune proposte concrete. Tra le principali: una riduzione delle tasse sulle case per chi vive all’estero nei piccoli comuni, agevolazioni per chi ristruttura immobili e incentivi per recuperare le abitazioni abbandonate.
L’obiettivo è duplice: da un lato fermare lo spopolamento, dall’altro rilanciare l’economia locale. Case ristrutturate e utilizzate, infatti, potrebbero favorire il ritorno degli emigrati, anche solo per periodi dell’anno, e attirare nuovi residenti o investitori.
“Il futuro della Calabria passa anche dai suoi borghi”, è il messaggio che arriva da Dinami. Piccoli centri ricchi di storia e tradizioni che, con le giuste politiche, potrebbero trasformarsi in una risorsa importante, soprattutto per il turismo e i servizi locali.
Ora la parola passa alle istituzioni, chiamate a dare risposte concrete a un problema che riguarda non solo il sito delle Preserre vibonesi, ma centinaia di comuni in tutta la regione.