Un grido d’allarme arriva dai piccoli comuni delle Serre Calabresi, dove il fenomeno dello spopolamento sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.
I sindaci di diversi centri del territorio – tra cui Dinami, Mongiana, Fabrizia, San Nicola da Crissa, Simbario, Spadola, Polia, Capistrano, Ionadi, Arena, Monterosso e Brognaturo – hanno inviato una richiesta formale all’Anci per chiedere interventi urgenti a sostegno delle comunità locali.
A farsi promotore dell’iniziativa è stato il sindaco di Dinami, Antonino Di Bella, che ha avviato un’azione di sensibilizzazione coinvolgendo anche le comunità di emigrati all’estero. La richiesta è stata poi sostenuta dalla sindaca di Brognaturo, Rossana Tassone, componente nazionale Anci, incaricata di portare la questione all’attenzione delle istituzioni.
Negli ultimi decenni, spiegano gli amministratori, il territorio ha registrato un costante calo della popolazione. Le cause principali sono l’emigrazione dei giovani, la scarsità di opportunità lavorative, il calo delle nascite e l’invecchiamento demografico. Un mix di fattori che sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di queste comunità.
Le conseguenze sono già evidenti: diminuzione dei servizi essenziali, chiusura di attività commerciali, difficoltà nel mantenere scuole e presidi sanitari, oltre a un crescente isolamento infrastrutturale.
«Senza interventi strutturali – avvertono i sindaci – il rischio è lo svuotamento definitivo dei borghi e la perdita della loro identità».
Per questo, nella richiesta inviata all’Anci, i primi cittadini avanzano una serie di proposte concrete. Tra queste, il rafforzamento delle politiche contro lo spopolamento, incentivi all’occupazione giovanile e all’imprenditoria locale, agevolazioni fiscali per chi decide di trasferirsi o tornare a vivere nei piccoli centri, e misure per favorire il recupero delle abitazioni. Particolare attenzione viene data anche al cosiddetto “turismo di ritorno”, cioè il legame con le comunità di emigrati originari delle Serre Calabresi. L’obiettivo è valorizzare le radici familiari e culturali, incentivando il rientro, anche temporaneo, e il recupero delle case di famiglia, alleggerendo la tassazione per i residenti all’estero.
Infine, i sindaci chiedono interventi per la riqualificazione dei centri storici e degli immobili abbandonati, nella speranza di attrarre nuovi investimenti e contrastare il degrado urbano.
«Non è solo una questione locale – sottolineano – ma riguarda il futuro di tutte le aree interne italiane».