La Penna Rossa

Dasà, nasce l’idea dell’oggettoteca intercomunale per risparmiare e ridurre sprechi

Aquila Rossa promuove un progetto condiviso per spendere meno, guadagnare spazio, limitare l’impatto ambientale e favorire la partecipazione tra cittadini e territori limitrofi
05/05/2026
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Risparmiare soldi, spazio e rifiuti: sono questi i propositi che stanno spingendo Aquila Rossa – sodalizio attivo da un decennio a Dasà – a prendere in seria considerazione l’idea di creare, nel territorio in cui opera, un’oggettoteca intercomunale.

I progetti relativi alle oggettoteche in Italia sono recenti: la prima è nata a Bologna nel 2016; scendendo a Sud, ce n’è una a Palermo (in Calabria, invece, al momento non ne risulta alcuna).

Il modus operandi è semplicissimo e sulla falsariga di quello delle biblioteche: agli iscritti viene data la possibilità di prendere in prestito oggetti (i più richiesti sono generalmente quelli di uso occasionale).

Gli obiettivi sono portare i cittadini a un risparmio economico (avendo la possibilità di trovare gli articoli in questi luoghi, la spesa viene eliminata), a una maggiore disponibilità di spazio nelle case (evitando accumuli) e alla riduzione dei consumi (producendo meno rifiuti e migliorando la sostenibilità ambientale).

In questo momento, l’associazione dasaese sta valutando se nel paese e nel circondario vi siano la volontà e la sensibilità necessarie per concretizzare il progetto.

Quel che è certo già in partenza è che, in caso di riscontri positivi, la convergenza dovrà essere variegata e plurale quanto più possibile: Aquila Rossa, in tal senso, ha già dichiarato di voler creare un gruppo che superi la propria stessa organizzazione.

Più concretamente, l’obiettivo sarebbe costituire una sorta di comitato promotore, al cui interno potrebbero confluire anche persone esterne al sodalizio succitato, appartenenti ad altre realtà sociali o liberi cittadini, anche dei comuni limitrofi. «Non una nuova associazione – hanno specificato i promotori – ma un semplice team di lavoro, per gestire e dare continuità e stabilità nel tempo a quello che, a tutti gli effetti, sarebbe un bene comune. Se qualcuno nutre interesse per la cosa – sostengono ancora i volontari – può già farcelo sapere tramite i nostri social o il nostro direttivo, per iniziare a discuterne insieme».

Tra gli oggetti di uso sporadico più richiesti nelle sedi già attive (in Calabria, come detto, non ne risulta alcuna) ci sono ad esempio trapani, scale, tende da campeggio, tubi lunghi diversi metri, seggiolini auto per bambini e attrezzi per organizzare feste o da giardinaggio.

Ad ogni modo, partendo da zero, gli strumenti in dotazione sarebbero poi ponderati in base alle esigenze della comunità stessa.

Attualmente non è chiaro se quanto prospettato possa realizzarsi o meno, mentre è sicuro che, così come avviene nei centri già operativi, gli utensili utilizzati dovrebbero essere – almeno in parte – donati da persone che non li usano o che, comunque, desiderano acquistarli per poi donarli e metterli a disposizione di tutti.

Un ostacolo non insormontabile, ma comunque secondario, rappresentando il passaggio successivo a quella convergenza ampia da raggiungere tra enti e istituzioni: da lì dipende realmente, se non tutto, quasi tutto.

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