Ufficio postale a Dasà:il Comune pronto a mettere a disposizione la biblioteca
Ecco cosa sta accadendo nel borgo montano
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Novità significative per quanto concerne l’ufficio postale di Dasà. La vicenda che nel borgo montano vede coinvolta l’azienda italiana, ha portato l’Amministrazione a fare una scelta che - comunque vada - può definirsi senza alcun dubbio risolutiva. Tutto [almeno pubblicamente] è partito lo scorso 9 febbraio: in quella data il Comune aveva diramato una nota in cui informava i cittadini che Poste Italiane era alla ricerca di un nuovo immobile per i suoi uffici; nel testo venivano enumerate le caratteristiche del posto – superfice commerciale di 60 metri quadrati, accesso su strada e mancanza di barriere architettoniche per citarne alcune – che molti dasaesi erano disposti ad assecondare. Tuttavia [e qui si arriva al comunicato stampa odierno] il sindaco Raffaele Scaturchio ha spiegato come «nessuna delle proposte avanzate sia stata presa in considerazione» offrendo una soluzione, l’utilizzo della biblioteca comunale sita in Viale Aldo Moro. Se questa idea venisse accettata, i fruitori dei servizi avrebbero rilevanti migliorie rispetto alla situazione attuale: un’area più grande in primis, un potenziamento dell’area parking e servizi igienici spaziosi, nonché una sala d’attesa climatizzata [che potrebbe essere la stanza piccola nel caso le funzioni siano espletate in quella grande o viceversa]. Le alternative ipotizzate dall’amministratore – trasferimento dell’ufficio presso la limitrofa Acquaro, un container dove interinalmente verrebbero eseguite le operazioni o la chiusura definitiva – sembrano impraticabili per tanti motivi, ecco perché quella avanzata dal primo cittadino sembra essere una “extrema ratio”. Quanto sta accadendo, a molti ricorda la storia legata alla chiusura della Bcc, citata non casualmente dal capo dell’esecutivo locale che sta provando a cambiare l’epilogo. L’indicazione data dalla compagine amministrativa fa comunque intuire una cosa: se la fine sarà la stessa dell’Istituto di credito, ciò non sarà certamente imputabile all’attuale gruppo consiliare di maggioranza che anzi, con questa decisione, ha offerto - per quanto di sua competenza – la miglior soluzione possibile.