Preserre vibonesi: gli studenti - grazie all'Epli - commuovono
Il progetto Eplibriamoci ha lasciato molti spunti di riflessione
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Dopo il successo di un anno fa, anche quest’anno l’Ente pro loco italiane – in acronimo Epli – ha ripresentato nel Belpaese il progetto “EpliBriamoci”. L’iniziativa, collegata alla Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore [e più distesamente alla campagna nazionale “Il Maggio dei libri”] aveva come scopo - per come è possibile leggere sul sito degli organizzatori – quello di «stimolare la sensibilità e la creatività dei giovani studenti», precisamente coloro che frequentano le terze classi delle scuole secondarie di primo grado italiane. Il tema scelto per loro dal sodalizio, guidato a livello nazionale da Pasquale Ciurleo, verteva sul naufragio di Cutro che lo scorso febbraio costò la vita a quasi cento immigrati. Tra i numerosi scritti giunti da ogni latitudine della Penisola, a spuntarla è stata Giovanna Maria Tancredi, alunna dell’Istituto comprensivo “Rende Centro”. Toccante il suo elaborato, in cui parla dei naufraghi “gente diversa con un desiderio comune” e che comprende tra le altre cose un messaggio tanto perentorio tanto profondo, che per certi versi l’avvicina sensibilmente a Primo Levi:«Se questo è un uomo – scrive Tancredi descrivendo alcune persone che sulla costa osservano senza farli scendere i viaggianti – forse non sono sicuro di volerlo essere».
I ragazzi delle Preserre vibonesi arrivavano all’appuntamento esprimendo il vincitore della scorsa edizione – Pietro Domenico Lopresti di Acquaro, il quale poco più di un anno fa aveva scritto un testo importante sul conflitto russo – ucraino – e non sono stati da meno. Gli alunni dell’Istituto comprensivo “D’Antona”, sono stati capaci di toccare le corde del cuore, inoltrandosi in pensieri e parole di notevole rilevanza: si parla di «cambiare le menti prima di cambiare i fatti» ma anche di «differenze che non sono altro che preziosità» o della diffidenza come «reazione più consueta che può portare al razzismo». Eufemismi che per contenuti ed età – da rammentare che ad esprimerli sono degli adolescenti – suscitano già di suo interesse; unendoli ad altre produzioni il discorso si fa [positivamente parlando] più significativo. Si va dalle similitudini a sfondo ecclesiastico a quelle scientifiche: nel primo caso si parla della storia di Caino e Abele, in cui il primo uccide il fratello per invidia e per gelosia, nel secondo di costellazioni.
Il passo della Bibbia citato – si trova nel libro della Genesi - è il seguente e riporta il dialogo tra Dio e Caino dopo l’omicidio: “Dov'è tuo fratello Abele?”, ed egli rispose: “Non lo so; sono forse il guardiano di mio fratello?” E l'Eterno disse: “Che hai fatto? la voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra”. La comparazione tra i responsabili di queste stragi [Caino] e le vittime innocenti [Abele] e la deresponsabilizzazione dei primi verso i secondi [riscontrabile anche nel racconto religioso] è da brividi ed applausi, inoltre il legame di fratellanza che fa da sfondo al passo delle sacre scritture [e la fraternità che dovrebbe accomunare popoli ed esseri umani] interroga le coscienze di ognuno; «Fratelli sotto lo stesso cielo e sopra la medesima stella» è una frase rilevabile su un altro elaborato ed evidenzia maggiormente quanto sopraindicato.
«Come le stelle – si nota in un’altra opera dell’istituto predetto – anche gli umani sono formati dalla stessa materia, e la caratteristica che ci rende unici è il fatto di brillare in modo proprio. Come loro – continua – possiamo decidere se rimanere soli rischiando di spegnerci, o unirci insieme agli altri formando splendide costellazioni». Un richiamo all’inclusione e allo stare insieme apprezzabile ed originale. C’è infine anche un richiamo al bene e al male che da sempre interroga l’umanità: «A volte la vita è ingiusta con chi di ingiusto nella vita non ha mai fatto nulla» una riflessione su cui non c’è da aggiungere altro.
I vincitori del concorso sono stati premiati pochi giorni fa – l’8 maggio – nella sala verde della Cittadella regionale calabrese. I conferenzieri dell’evento – oltre al presidente nazionale Epli – erano Giuseppina Ierace (presidente dell’Epli Calabria), Giuseppe Esposito (coordinatore nazionale concorso Eplibriamoci), Giovanni Porcelli (responsabile della Commissione Eplibriamoci Epli Calabria), Pasqualina Zaccaria (dirigente tecnico Usr – Ufficio scolastico regionale – per la Calabria), Domenico Giannetta (consigliere regionale) e Filippo Mancuso (presidente del Consiglio regionale). I premi sono stati realizzati dal maestro orafo Michele Affidato (che nelle Preserre ha realizzato la raggiera per il simulacro del Cristo Risorto di Dasà) e la vincitrice della competizione ha ricevuto anche un buono da cinquecento euro, da spendere in acquisto libri, abbonamenti su riviste scientifiche, corsi di lingua, eventi culturali e proponimenti analoghi.
Per i futuri liceali, provenienti dalla zona protagonista del nostro racconto, nessuna gratificazione nel senso stretto del termine ma una “medaglia sociale” da cucire sul petto: il circondario ha numerosi problemi, ma lo spessore morale dei cittadini del futuro – controllabile anche [ma non solo] tramite questi scritti letterari – è considerevole e degno di nota.