Crescere con l’arte, il miracolo di Dasà: l’infanzia che scopre, impara e crea mondi nuovi
Un progetto scolastico ha acceso l'immaginazione dei bambini, creando un forte senso di comunità
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Nei giorni scorsi, i bambini della Scuola dell’infanzia di Dasà hanno fatto la recita di fine anno: nell’occasione, le maestre hanno parlato di un progetto concentrato sull’arte, che ha visto protagonisti i piccini. Quella materializzata nel borgo montano, a conti fatti, si è rivelata un’idea vincente, originale e, soprattutto, coinvolgente.
Il proponimento era quello di sviluppare l’immaginazione, la fantasia e la creatività degli alunni attraverso le opere di grandi artisti, come – ma non solo – Van Gogh e Picasso. Per ognuno dei pittori, le educatrici hanno dapprima raccontato la vita, poi spiegato una o più creazioni dello stesso, infine sono passate alla pratica, facendo riprodurre agli scolari quanto visto.
I risultati sono stati pregevoli: ogni partecipante ha realizzato più di dieci disegni, visibili in una mostra allestita nell’edificio scolastico, aperta al pubblico sino al 30 giugno, dalle ore 10:00 alle ore 12:00.
Il programma era ampio e articolato: attraverso i soggetti trattati, ad esempio, gli allievi hanno anche conosciuto le stagioni. I Girasoli di Van Gogh sono diventati un’occasione per parlare dell’estate; il Ramo di mandorlo fiorito – firmato sempre dal celebre olandese – ha avviato la conversazione sulla primavera; la Foresta di betulle, dell’austriaco Gustav Klimt, è stata collegata all’autunno e poi impreziosita con un particolare: i bambini, con l’immaginazione, hanno reinterpretato la scena adattandola però all’inverno.
Uno spazio considerevole, come processo mentale e sempre partendo dai capolavori discussi, è stato dedicato alle emozioni. I quadri del belga René Magritte sono ritenuti dagli esperti una delle rappresentazioni più evidenti del surrealismo, un movimento artistico che gli studenti hanno visto come un mondo di sogni e fantasia; gli omini dello statunitense Keith Haring hanno fornito uno spunto per confrontarsi su reazioni associate alle emozioni come l’energia o la dinamicità.
Già a Carnevale, le quattro insegnanti avevano impersonato con i piccini l’estro e l’inventiva presenti nelle opere di Piet Mondrian (un olandese che ha fondato il neoplasticismo), riempiendo alcune vie del paese di colori e, anzitutto, mettendo una logica e un tema centrale dietro tutte le operazioni collegate alla festa secolare, cosa che viene fatta nelle grandi manifestazioni del periodo a Venezia e Viareggio ma raramente nei piccoli centri.
A tutto ciò va aggiunto un richiamo ambientale: ispirandosi all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, i protagonisti dell’iniziativa si sono soffermati sul riciclo creativo e, con numerosi oggetti – primariamente bottiglie – hanno dato vita a splendide opere.
L’eredità più importante, tuttavia, è quella culturale; numerosi genitori hanno testimoniato che i figli, tra le mura domestiche, hanno parlato frequentemente di artisti, lavori e flussi creativi legati agli stessi.
“Siamo andati a controllare se le informazioni erano esatte”, ha asserito qualche mamma, ed effettivamente corrispondeva tutto. Il messaggio, dunque, è arrivato in modo chiaro e diretto, testimoniando – semmai ce ne fosse bisogno – che, toccando le corde giuste, anche contenuti significativi – e apparentemente distanti dalle nuove generazioni – possono attecchire tra coloro che erediteranno il mondo.