Senza pediatra da mesi, 600 bambini a rischio: le mamme di cinque comuni tornano a protestare davanti all’Asp di Vibo Valentia
Deluse dalle promesse non mantenute, le famiglie di Acquaro, Arena, Dasà, Dinami e Fabrizia si mobilitano di nuovo. Alla manifestazione parteciperanno anche i bambini
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Torna alta la tensione nei comuni montani dell’entroterra vibonese. Le mamme di Dinami, Acquaro, Dasà, Arena e Fabrizia sono pronte a scendere nuovamente in piazza, questa volta accompagnate dai propri figli, per protestare contro la perdurante assenza del pediatra di base nel territorio. Una situazione che va avanti da mesi e che lascia senza assistenza sanitaria circa 600 bambini.
Nonostante le rassicurazioni ricevute durante l’incontro tenutosi presso la sede dell’Asp di Vibo Valentia – incontro al quale avevano partecipato anche rappresentanti istituzionali come il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio – ad oggi non è stato fatto alcun passo concreto per risolvere l’emergenza. E il silenzio, a quasi un mese da quel vertice, è diventato insostenibile.
"Avevamo avuto delle aperture, delle ipotesi di soluzione – denunciano le mamme del comitato – ma poi tutto si è fermato. Non una comunicazione ufficiale, non una spiegazione. Il nostro territorio continua ad essere ignorato".
A peggiorare la situazione è la totale assenza di aggiornamenti formali da parte dell’azienda sanitaria. L’unico atto ufficiale è arrivato proprio dal primo cittadino di Dasà, che già prima della protesta aveva inviato una comunicazione scritta all’Asp per segnalare la gravissima criticità e sollecitare un intervento urgente. Un gesto isolato ma significativo.
La nuova manifestazione è in fase di organizzazione e si prevede una nutrita partecipazione. Sarà una protesta pacifica, ma determinata, e si terrà davanti alla sede dell’Asp di Vibo Valentia. Le mamme, questa volta, non saranno sole: porteranno con sé i figli, per rendere visibile, con forza, la drammaticità di una situazione che riguarda il futuro di un’intera generazione.
Il rischio è che, in assenza di una soluzione tempestiva, il disagio sanitario si trasformi in vera e propria emergenza sociale. I comuni interessati, già segnati da carenze infrastrutturali e servizi ridotti al minimo, non possono più permettersi l’assenza di una figura fondamentale come il pediatra di base. Il messaggio delle famiglie è chiaro: “Non ci fermeremo finché non vedremo fatti concreti”.