Una coppia romana sulla soglia dei trent’anni ha raggiunto nelle scorse ore Dinami. Il loro arrivo nel centro vibonese è dovuto al Cammino del Normanno, un tragitto storico-naturalistico che attraversa la Calabria, collegando i mari Ionio e Tirreno, passando per il Parco naturale delle Serre.
Alberto Giorgianni e Federica Morano sono i primi percorritori ufficiali e ieri hanno concluso la quarta tappa del tragitto, quella che va da Mileto a Dinami (oltre 15 km).
L'esperienza personale
«Ho fatto diversi cammini – racconta Federica, i cui genitori sono calabresi – e volevo fare una nuova esperienza. Sono molto colpita dall’ospitalità, una cosa non scontata; scelgo il Sud anche per questo aspetto».
«Mi ha colpito molto l’inizio a Capo Vaticano», ci dice invece Alberto.
Entrambi hanno poi speso parole al miele per tutto ciò che finora hanno avuto modo di vedere: la diversità e ricchezza degli scenari naturali, tra campagna, mare e montagne.
L'aspetto umano e l'accoglienza
Una cosa che va di pari passo all'aspetto umano delle persone incontrate: «Anzitutto quello», rimarcano i due, che al primo posto delle cose più gradite mettono proprio l'accoglienza, la gentilezza e la cordialità riscontrate durante la loro avventura.
Esplicativo in tal senso è un aneddoto riportato da Alberto: «L'altro giorno – ha affermato – mentre consumavamo un panino, un signore di Spilinga conosciuto poco prima, ci ha invitato a casa sua e voleva offrirci della 'nduja».
Dinami e l'accoglienza istituzionale
Ad accoglierli nella tappa di Dinami c’era don Rocco Suppa. Il sacerdote ha illustrato aspetti naturalistici, storici, archeologici e spirituali, parlando dei ruderi del convento di Soreto, dell’Eremo dei Santi Francesco, del Populus Nigra (pioppo nero) e del Santuario della Madonna della Catena. Presente anche il vicesindaco Antonio Campagna.
Conclusione del viaggio
Oggi Alberto e Federica arriveranno a Soriano Calabro, mentre la ripartenza verso la Capitale è prevista per domenica. «Un cammino – concludono – sicuramente da consigliare per chi cerca l'autenticità e quelle realtà dove sembra che il tempo si sia fermato. Dove conta tanto incontrarsi nel paese per scambiare due parole, cosa che nelle grandi città non avviene».