Nei giorni scorsi, a Dinami, è stato consegnato il ventesimo Premio mariano "Maria SS. della Catena".

A riceverlo, quest'anno, è stata la Cittadella dell'Immacolata di Bagnara Calabra, centro di evangelizzazione fondato nel 2000 da padre Santo Donato. Ispirata alle "Cittadelle" di san Massimiliano Kolbe, ospita i Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle dell'Immacolata, comunità religiosa che accoglie pellegrini, offre assistenza spirituale e promuove la devozione mariana. La Cittadella conta circa cinquanta membri, tra cui diversi sacerdoti impegnati nell'amministrazione dei sacramenti e nell'accompagnamento dei fedeli.

In rappresentanza della comunità di Dinami erano presenti il parroco coordinatore don Agostino Pugliese e il rettore del Santuario, don Rocco Suppa.

«Oggi – ha affermato padre Santo – ricorre anche il sedicesimo anniversario della fondazione della Cittadella. Ricevere questo premio proprio in questa data assume un significato e un valore ancora più profondi». Nel suo intervento ha poi richiamato il legame con la Vergine Maria: «De Maria numquam satis, di Maria mai abbastanza – ha concluso – perché, se Maria sarà la compagna di viaggio della nostra vita, Cristo regnerà sempre nei nostri cuori».

Anche l'omelia di padre Gaetano Lombardi, originario di Arena, ha offerto numerosi spunti di riflessione sulla Madre di Gesù. Il religioso ha sviluppato il tema dell'umiltà prendendo spunto dal Vangelo del giorno (domenica 5 luglio). «Chi sono i piccoli?», ha chiesto ai fedeli, parlando del passo evangelico in cui Gesù eleva una preghiera di lode al Padre. «I piccoli – ha spiegato – sono tutte quelle persone che Gesù ha incontrato durante il suo ministero pubblico: prostitute, pubblicani, pagani appartenenti al mondo romano. Essi precedono gli altri non a motivo del peccato, ma per il loro cuore umile, capace di pentirsi e di accogliere la misericordia di Dio».

Proseguendo la riflessione, ha posto un'altra domanda: «Che cosa siamo? Siamo un puntino nell'universo. Eppure – ha osservato – il cuore umano è spesso schiavo di deliri di onnipotenza. Se ricordassimo più spesso che siamo polvere e polvere ritorneremo, probabilmente ci sarebbe meno spazio per la superbia».

Infine, ha rivolto una profonda invocazione alla Madre di Dio: «Quelle persone liberate dalla Madonna, da cui trae origine il titolo di Maria SS. della Catena, siamo noi. Siamo schiavi del peccato e dell'orgoglio. Chiediamo a Maria di spezzare queste catene, perché solo così potremo essere davvero liberi: vivere nell'umiltà significa vivere nella vera libertà».