Ci sono anche gli adolescenti di Dasà tra i protagonisti del Food Fest, che pochi giorni fa ha animato la comunità del borgo montano e non solo: i giovani hanno creato vari oggetti artistici che hanno abbellito e impreziosito ulteriormente Corso Umberto I, divenendo parte attiva e integrante di un evento che ha coinvolto tutto il paese.
La loro disponibilità è stata immediata e, in poco tempo, coordinati dalla catechista Elisa Licastro (che, nonostante il poco preavviso, si è messa generosamente a disposizione, dedicando loro tempo e attenzione con pazienza), hanno mostrato tutto il loro talento in termini di creatività e manualità.
«Ma ciò che questa esperienza ci ha dimostrato, ancora una volta – ha sottolineato Antonella Scarmozzino, coordinatrice del gruppo catechisti del centro vibonese – è qualcosa in cui credo profondamente: quando diamo fiducia ai nostri giovani, loro sanno restituirci molto più di quanto immaginiamo. Hanno bisogno – ha continuato – di sentirsi coinvolti, responsabilizzati, ascoltati e soprattutto di sapere che crediamo nelle loro capacità. Quando viene dato loro uno spazio vero, sanno mettersi in gioco con entusiasmo, serietà e senso di appartenenza. Ed è forse questo uno dei risultati più belli del Dasà Food Fest: aver dato ai nostri ragazzi la possibilità di sentirsi parte della propria comunità e protagonisti del proprio paese. Continuiamo a credere in loro – la chiosa – a coinvolgerli e a dare loro fiducia, perché i nostri giovani sono un patrimonio inestimabile e rappresentano il nostro futuro».