Da Lucio Battisti a Claudio Villa, da Massimo Ranieri a Michele Zarrillo, e ancora Arisa, Emma, Mina e tanti altri celebri interpreti del Belpaese e non solo: sono questi gli artisti scelti dai partecipanti di Canzonissima 2026, un’esibizione canora organizzata a Dasà, da un quindicennio, da Gino Corrado, un cittadino del posto.
La manifestazione, inizialmente prevista per il 10 agosto, era stata posticipata a sabato 29 dello stesso mese per problemi al server. Oltre alla data, era pure cambiato il luogo: non più Largo San Giovanni, ma Corso Umberto I. Lì, sul palco allestito di fronte alla chiesa matrice, è iniziato un viaggio sonoro che spaziava tra la musica leggera italiana e la canzone d’autore, con incursioni nel repertorio internazionale e nello swing.
Centoventidue anni di storia, che partivano dalla “Csárdás” di Vittorio Monti, scritta nel 1904, e arrivavano a “Magica favola” di Arisa, uscita nel 2026. Nel mezzo, brani che hanno lasciato il segno, come “Più bella cosa” di Eros Ramazzotti, con cui il cantante romano ha vinto il Festivalbar 1996, e “Messaggio d’amore”, con cui i Matia Bazar hanno trionfato al 52º Festival di Sanremo, nel 2002.
Curiosamente, quasi tutte le persone – poco meno di una ventina – che hanno mostrato il proprio talento vocale o le proprie abilità strumentali hanno optato per cantanti o compositori diversi dagli altri, l'unica eccezione è Anna Oxa; la pugliese è stata infatti scelta da tre persone, e tra i testi selezionati figurava anche “Ti lascerò”, singolo creato insieme a Fausto Leali e vincitore del Festival di Sanremo 1989.
Le “note” da evidenziare sono però legate a un’altra dinamica: nonostante la nuova calendarizzazione dell’evento, alla fine della calda stagione, con gran parte degli emigrati già rientrati dalle vacanze, l’area interessata dalla manifestazione si è ugualmente riempita di dasaesi e gente del circondario, con un pubblico apparso abbastanza coinvolto, segno tangibile dell’attrattiva che l’appuntamento continua a esercitare.
«Per me – ha commentato Gino Corrado – questa Canzonissima 2026 è stata molto più di uno spettacolo; è stata la prova che, dopo tanto lavoro, tutto torna. Vedere la piazza piena, voci stupende, emozioni vere, sentire gli applausi, vedere i ragazzi cantare con gli occhi lucidi, mi ha ripagato di tutto. Non potevo chiedere di meglio. Questa quindicesima edizione – la chiosa – è riuscita alla grande, grazie a tutti».