Ottimi riscontri, a Caridà, per lo screening cognitivo promosso nei giorni scorsi dall’associazione La Fenice: all’iniziativa dedicata alla salute del cervello hanno aderito poco meno di trenta persone.

I partecipanti si sono dichiarati entusiasti dell’evento e del fatto che sia stata affrontata una tematica delicata nel paese, che tendenzialmente non viene considerata a livello sanitario. Apprezzamenti sono stati rivolti anche alla dottoressa Anna Maria Sette, psicologa e psicoterapeuta dasaese, che ha messo a disposizione le proprie competenze, per la sua gentilezza e professionalità.

Il sodalizio del centro reggino, sinora, non aveva mai proposto eventi di prevenzione primaria: «Siamo molto soddisfatti e felici – ha commentato la presidente Rita Maria Sgrò – per la positiva riuscita dello screening cognitivo. Ringraziamo tutti coloro che hanno aderito, poiché hanno dato prova dell’importanza e dell’attenzione che devono essere rivolte alla salute del singolo, che si traduce poi in benessere della comunità».

Un’idea condivisa da quanti hanno preso parte alla giornata, che, oltre a rimarcare l’utilità dei controlli, hanno espresso interesse, in caso di future iniziative analoghe, per la salute cardiovascolare.

«Sono stata accolta con grande curiosità e calore – ha rimarcato Anna Maria Sette – ma ciò che più mi ha colpita durante questa esperienza è stato scoprire quanto, a volte, un semplice incontro possa aprire uno spazio inaspettato. Dietro una difficoltà, una dimenticanza, una stanchezza o un sintomo – ha continuato – c’è sempre una persona e, spesso, una storia fatta di emozioni, fatiche, preoccupazioni e vissuti che hanno bisogno di essere riconosciuti».

Ancora: «È stato significativo vedere come, partendo da una semplice valutazione, emergesse spontaneamente il desiderio di raccontarsi e condividere parti della propria storia. Ed è proprio in questi momenti che ritrovo il senso più profondo del mio lavoro: incontrare la persona oltre ciò che manifesta. La relazione può diventare uno spazio importante di ascolto e di cura. Sentirsi visti e accolti può rappresentare già un primo passo verso il proprio benessere psicologico. E forse – la chiosa – il punto di partenza è proprio questo: imparare a prendersi cura della relazione con se stessi, riconoscere ciò che sentiamo, dare un significato alle nostre fatiche e concederci uno spazio in cui poter finalmente raccontare ciò che, per tanto tempo, è rimasto dentro».