La Pro Loco di Dinami fa rivivere i yèryani: arte e fantasia protagoniste tra i bambini
Dal laboratorio alla mostra, un progetto che trasforma una leggenda locale in esperienza creativa
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Nuova iniziativa della Pro Loco di Dinami: l’ente turistico ha organizzato un laboratorio d’arte che vedrà protagonisti i bambini (fino all’età di 14 anni).
Al centro della manifestazione ci saranno i yèryani di Malamotta, storiche e leggendarie figure identitarie di uno dei comuni limitrofi, Acquaro.
Questi personaggi hanno rappresentato per lungo tempo il classico spauracchio per i bambini del posto e, grazie all’impegno del presidente della Pro Loco di Acquaro, Giuseppe Esposito, sono stati recentemente rivitalizzati e rivalutati.
Tra le persone che, insieme al volontario, hanno contribuito al raggiungimento di questi obiettivi, c’è Barbara Pisano, artista di Laureana di Borrello che, negli ultimi mesi, con un lavoro capillare e accurato, ha dato grande risalto alla cosa.
Una delle sue iniziative in merito, “Educare all’arte” – sviluppata anche in altri comuni – sarà proposta all’Oratorio di Monsoreto di Dinami martedì 12 maggio, a partire dalle ore 16:30, e, come già detto, vedrà protagonisti i piccoli della zona.
I partecipanti, dopo aver ascoltato la storia legata ai yèryani, guidati dall’artista laureanese potranno raffigurarli, interpretando i soggetti a loro piacimento.
I loro disegni saranno poi esposti in una mostra a tema, che si svolgerà nel Centro di aggregazione giovanile dell’altra frazione, Melicuccà, giovedì 14 maggio a partire dalle ore 17:30. In quella stessa occasione, a quanti avranno preso parte all’attività dei due giorni precedenti sarà consegnato un attestato di merito.
La presidente della Pro Loco di Dinami, Marina Franzese, ha così commentato il prossimo evento: «La Pro Loco, oltre all’organizzazione di feste ed eventi – ha esordito – ha l’obbligo di promuovere il bello del territorio, tra cultura, arte e natura. Per questo motivo abbiamo fortemente voluto questo progetto, con l’intento di avvicinare i ragazzi (dai 5 ai 14 anni) all’arte e, soprattutto, con lo scopo di stimolare la loro creatività, distogliendoli per qualche ora dall’assuefazione all’uso dei social e dell’intelligenza artificiale. Il nome del progetto che li vede coinvolti, “Educare all’arte” – ha continuato – dice tutto: educare, dal latino educere, significa “trarre fuori”, “tirare fuori ciò che sta dentro”. L’etimologia di questa parola dovrebbe ricordarci che da un giovane bisogna “estrarre” qualcosa, non solo introdurre, e con il sapiente aiuto della maestra d’arte Barbara Pisano puntiamo proprio a questo. Il fatto, poi, di renderli protagonisti della mostra è uno stimolo in più. Infatti – la chiosa – oltre ad apprezzare le opere di importanti artisti locali, avremo modo di ammirare anche i lavori dei ragazzi e chissà che questa esperienza non possa essere di ispirazione per il loro futuro».
«Tutto nasce dalla necessità di preservare e tramandare una leggenda locale – ha invece affermato Giuseppe Esposito, curatore del progetto sui yèryani – e, al contempo, sensibilizzare le nuove generazioni su quello di cui oggi hanno realmente bisogno: la memoria, in modo da costruire un ponte tra passato e futuro. Fino ad oggi è stato un grande attrattore turistico per le realtà ospitanti – ha continuato – ottenendo ottimi riscontri anche fuori dalla Calabria; basti pensare che è arrivato fino al capoluogo piemontese, dove è stato trasformato in un gesto concreto di solidarietà grazie alla collaborazione con il ristorante L’Uliveto e UGI. I Yèryani di Malamotta, quindi – ha concluso – non sono solo una semplice esposizione di opere realizzate da artisti anche di fuori regione, ma un viaggio emozionale nella memoria dei ricordi di ognuno di noi».