Dal rosolio alla Maddalena: 80 anni di successo per la Pasticceria Iaconis
Dalla licenza per la fabbricazione degli spiriti ottenuta nel 1946 alla specializzazione dolciaria: tre generazioni e un legame mai spezzato con la comunità di Acquaro
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Ottant’anni: è questo il prestigioso traguardo raggiunto dalla Pasticceria Iaconis, realtà artigianale a conduzione familiare di Acquaro. Una storia di successo, nata assieme alla Repubblica Italiana nel 1946 e capace ancora oggi di attrarre e “deliziare” i tanti clienti che quotidianamente affollano il negozio.
Nel mezzo, da allora ad oggi, una serie di evoluzioni tecniche e nei servizi, senza però intaccare quella qualità e professionalità che la rendono una delle realtà più stabili del territorio.
Tutto parte dalla licenza per la “fabbricazione degli spiriti”, acquisita da Giuseppe Iaconis e sua moglie Caterina, e dai suoi pan di Spagna, “i durci di zziti” (i dolci dei fidanzati), il torrone di miele – prodotto tuttora nel periodo natalizio –, i mostaccioli e il rosolio (un liquore che veniva offerto agli ospiti).
A succedergli nella gestione dell’attività sarà Gabriele, ultimo dei cinque figli avuti con la moglie Caterina. Gabriele, nel 1976, riduce l’assortimento dei beni venduti con la licenza del padre, portando l’esercizio commerciale a vendere solamente dolci e liquori. Una scelta apparentemente penalizzante, ma che, a conti fatti, si rivelerà vincente e lungimirante. Vengono inoltre aggiunti nuovi prodotti, tra cui la “Maddalena”, perfezionata nel corso del tempo e resa tipica dal maestro dell’arte dolciaria.
A testare quotidianamente la bontà della decisione presa sono lo stesso Gabriele e sua moglie Rosina prima, Pino e Catia – i figli – oggi.
«Siamo qui a festeggiare gli 80 anni di attività portata avanti con dedizione e lavoro, cercando di non deludere le aspettative dei nostri clienti», si legge in un testo diffuso in occasione della festa organizzata ieri per celebrare l’importante risultato raggiunto.
La numerosa presenza all’evento e l’affetto mostrato nei confronti dei titolari dell’attività sono la prova più eloquente che quelle aspettative menzionate non sono andate deluse e del legame profondo costruito negli anni con la comunità.