Con la cerimonia canonica di presa di possesso, ad Arena, è ufficialmente iniziato il mandato pastorale di don Michele De Vita come nuovo parroco della comunità. Poche ore fa, durante una messa celebrata nella chiesa matrice dal vescovo, il sacerdote è stato presentato ai suoi nuovi fedeli.

Monsignor Attilio Nostro, introducendolo in parte durante l’omelia e rivolgendosi a lui e non solo, ha detto che «la Chiesa non ha bisogno di moralizzatori, bensì di morali», cioè persone in grado di capire il bene e il male, con coscienza e responsabilità, e di «catechesi viventi», cioè gente che non insegna soltanto la fede, ma la rende visibile attraverso la propria stessa vita. Prima di concludere, ha poi augurato «vita nuova» a lui e a quanti lo incontreranno.

Le parole di don Michele –«Condividerò con voi un tratto importante del mio cammino sacerdotale», ha detto invece all’inizio del suo discorso don Michele, prima di sottolineare che tra lui e gli arenesi c’è stata «una scoperta reciproca», in quanto nessuno conosceva l’altro. Poi, parole al miele per il popolo affidatogli da Dio: «Grazie per avermi accolto in questa grande famiglia», ha dichiarato, non nascondendo l’emozione, e un riferimento alla Madonna delle Grazie e a San Michele, ai quali ha affidato il suo nuovo percorso.

Il passaggio più saliente è però quello dedicato alle fasce più deboli: «Non c’è una persona o un ambiente che non abbia una croce – ha asserito – ma se la portiamo insieme, questa croce sarà più leggera». Concetti che non hanno bisogno di interpretazioni, così come l’invito a non dimenticare i poveri e i sofferenti (ha annunciato, tra le altre cose, che stamattina avrebbe visitato gli ammalati.). Nel suo intervento ha anche ammesso che si era discusso sull’idea di prestare servizio in una zona più vicina al suo territorio d'origine, ma di aver dato piena disponibilità ad andare dove volevano i vertici ecclesiali perché «quella era la volontà di Dio», e di essere «un po’ arrugginito», con riferimento al fatto di non guidare una parrocchia a pieno ritmo da un po’ (recentemente aveva fatto altre esperienze). L’ultimo pensiero è andato nuovamente agli arenesi: «Vi voglio bene già da adesso», ha affermato prima di lasciare l’ambone.

Il benvenuto degli arenesi – I suoi sentimenti sembrano essere corrisposti: «Don Michele, la tua fama ti precede», ha evidenziato il sindaco Antonino Schinella, che in vari contesti aveva sentito parlare del curato. «Sei un buon pastore – ha proseguito – e il parroco che Arena si aspettava, farai un ottimo lavoro». Dello stesso tenore sono state le parole di tutti i gruppi parrocchiali e sociali: «La nostra comunità la custodirà come un dono prezioso», ha detto Maria Grazia Sorbara, prima di consegnare al nuovo parroco una stola regalata dalla cittadinanza. Don Michele è stato definito «un uomo buono» anche dal sindaco di Spilinga, comune nel quale ha operato per alcuni mesi.

La durata del nuovo incarico – Il religioso è il sesto presbitero alla guida del borgo montano nel nuovo millennio – nessun comune del circondario ha raggiunto questo numero di cambiamenti dagli anni 2000 a oggi – e, per quanto comunicato da alcuni rappresentanti della Diocesi, resterà nel centro vibonese per nove anni.

Il nome – Il nuovo prete, come menzionato, porta il nome di “Michele”, molto diffuso ad Arena anche, ma non solo, per la profonda devozione che il popolo nutre da secoli nei confronti dell’Arcangelo, venerato dalla Chiesa cattolica il 29 settembre.

Al momento non è possibile stabilire con assoluta certezza se sia il primo don con questo nome nella storia del sito delle Preserre. È invece certo che, dal 1950 a oggi, nessuno dei parroci che si sono succeduti alla guida della comunità del borgo montano abbia avuto il suo stesso nome. La sua prima festa da parroco sarà quella di San Rocco, il prossimo 10 e 11 ottobre.

Il ricordo di don Ignazio – Don Michele rappresenterà la comunità anche nella cerimonia di intitolazione della biblioteca diocesana di Mileto a don Ignazio Schinella, che era originario proprio del sito vibonese e si è distinto, a livello territoriale e non solo, per il suo straordinario contributo teologico, spirituale e culturale. Il vescovo lo ha definito «una parte bellissima, stupenda e indimenticabile di Arena». La notizia era già nota da tempo; ieri, però, il vescovo ha ufficializzato anche la data: il 4 gennaio. All’evento sarà presente pure il cardinale e arcivescovo metropolita di Napoli, Domenico Battaglia.

Il nuovo vicario zonale – Novità conseguenti alla nuova nomina, infine, riguarderanno anche un altro sacerdote legato al centro vibonese per affetti familiari, don Vincenzo Zappone. Il parroco di Gerocarne, Ciano e Ariola, è stato nominato ad interim vicario della zona pastorale di Soriano Calabro, incarico sinora ricoperto dall’ex parroco di Arena, don Rocco Zoccoli. Coordinerà preti e parrocchie della zona predetta.