Salute mentale al centro a Dinami, dove, sabato 10 ottobre, ci sarà un importante momento formativo sullo stato di benessere psicologico ed emotivo delle persone.
Il panel dei conferenzieri, attesi dalle ore 16 al Centro di aggregazione giovanile della frazione Melicuccà, è ricco e variegato: interverranno, tra gli altri, l’ex parroco di Dinami, don Rocco Suppa, Donatella Tropeano, Santo Cambareri e Giuseppe Iannarella, tutti e tre psicologi e psicoterapeuti.
Il cuore della manifestazione è rappresentato, però, dalla proiezione del docufilm “DentroFuori”, che racconta la quotidianità e il percorso di rinascita di dieci pazienti psichiatrici del Centro Diurno delle Comunità Terapeutiche Reverie, a Capena, un comune alle porte di Roma Nord.
Il documentario esplora il confine tra la malattia mentale e il mondo esterno, raccontando il superamento dello stigma sociale e il desiderio dei pazienti di ricostruire legami affettivi, amicizie e progetti di vita dopo anni di sofferenza.
Ha partecipato al Festival dei Diritti Umani di Napoli, ricevendo una menzione speciale, allo Spiraglio Film Festival e a Corto... ma non troppo! – entrambi dedicati ai temi della salute mentale – ricevendo il premio per il miglior lungometraggio.
Tra i relatori che parleranno dell’opera audiovisiva figurano il regista Roberto Orazi, Cesare Tascedda e Cristiano Altieri, due protagonisti del documentario, e Giuseppe Oppedisano, attore.
A fare gli onori di casa saranno invece i rappresentanti dei due principali promotori dell’evento: Antonino Di Bella, sindaco di Dinami, e Giuseppe Gagliardi, psicologo e psicoterapeuta, aiuto responsabile del Centro Diurno Reverie e presidente e rappresentante legale di Professionisti Reverie S.r.l., che, dopo i saluti del primo cittadino, introdurrà e coordinerà l'approfondimento.
Gagliardi è originario del centro vibonese: «Per me tornare a Dinami per parlare di salute mentale – ha commentato – ha un significato particolare: è tornare nel luogo da cui sono partito e provare, attraverso il mio lavoro, a restituire qualcosa alla realtà nella quale sono cresciuto. In un territorio profondamente segnato dallo spopolamento – ha continuato – credo sia importante interrogarsi anche su ciò che accade ai legami tra le persone, alle occasioni di incontro e alla possibilità di sentirsi parte di un contesto condiviso. La salute mentale, infatti, non riguarda soltanto chi attraversa una condizione di sofferenza o chi si rivolge ai servizi. Riguarda tutti noi e la capacità di chi ci sta intorno di ascoltare, accogliere e non lasciare sole le persone nei momenti di difficoltà».
E ancora: «DentroFuori sarà l’occasione per ascoltare alcune storie, non per parlare di diagnosi, ma per incontrare le persone che ci sono dietro, con le loro difficoltà, desideri, relazioni e possibilità di cambiamento. Credo – la chiosa – che proprio da questo ascolto possiamo partire per costruire una riflessione più ampia sulla salute mentale e sul significato di sentirsi parte di una realtà capace di ascoltare e prendersi cura delle persone».