Nella Giornata mondiale della salute mentale, celebrata ieri, a Melicuccà di Dinami è andato in scena un importante confronto sulla sofferenza psichica e sul benessere emotivo.
Al centro aggregativo, ad aprire gli interventi è stato il sindaco Antonino Di Bella, dichiaratosi «particolarmente orgoglioso» di ospitare l’iniziativa. «Dinami – ha sostenuto il primo cittadino – è una comunità che accoglie, ascolta e non lascia solo nessuno». In conclusione, il capo dell'esecutivo ha ringraziato l’Arma dei Carabinieri e tutti i relatori.
Tra questi c’era anche un suo concittadino, Giuseppe Gagliardi, psicologo e psicoterapeuta, aiuto responsabile del Centro Diurno Reverie, ente organizzatore dell’evento insieme all’Amministrazione. «Una comunità che ascolta è una comunità che cura», ha affermato il professionista, dando seguito alle parole di Di Bella. «Non è un argomento in cui c’è chi sa e chi non sa – ha proseguito, riferendosi al tema trattato –: tutti abbiamo da imparare».
In sala erano presenti anche due sacerdoti, don Rocco Suppa e don Angelo Solano.
Il primo, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Disabili della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, ha esordito sottolineando le differenze tra Nord e Sud nella gestione di queste situazioni. «Il disabile non è un menù che ordiniamo quando ci serve», ha poi evidenziato, ponendo l'accento sulla mancanza di continuità nell’attenzione riservata a queste persone. «Anche nella Diocesi – ha concluso – facciamo così».
Don Angelo Solano, parroco nelle frazioni di Melicuccà e Monsoreto, ha invece affermato che chi soffre di questi disturbi «ha un modo diverso di vivere». Nel suo intervento ha citato anche Alda Merini, una delle voci più originali della poesia italiana del Novecento, ricoverata più volte in ospedali psichiatrici, dove trascorse complessivamente circa dieci anni, in periodi alterni.
Un altro artista celebre che ha vissuto una grave sofferenza psichica è stato Vincent van Gogh, che trascorse circa un anno nell’istituto psichiatrico di Saint-Rémy, nel sud della Francia. Il celebre pittore olandese è stato menzionato da Mommo Ventra, storico albergatore di Nicotera che da molti anni ospita nella propria struttura i pazienti del Centro Diurno Reverie. «Arricchiscono sia me sia l’ambiente», ha sottolineato.
Ulteriori spunti di riflessione sono giunti da Santo Cambareri, Giuseppe Iannarella e Donatella Tropeano, tutti psicologi e psicoterapeuti. I professionisti hanno spiegato che la salute mentale non riguarda soltanto la sfera individuale, ma anche quella relazionale e sociale, e che la prevenzione può partire dal Comune e dalle figure competenti in materia che gli enti istituzionali mettono a disposizione della cittadinanza.
Nel corso della manifestazione è stato proiettato anche il documentario DentroFuori, che racconta il percorso di rinascita di dieci pazienti psichiatrici del Centro Diurno Reverie, a Capena, e il loro desiderio di ricostruire legami affettivi, amicizie e progetti di vita dopo anni di sofferenza.
«È importante tornare a dialogare con loro», ha commentato Roberto Orazi, regista dell’opera audiovisiva, mettendo in risalto ancora una volta il tema della comunicazione e del confronto. Un fil rouge che, a posteriori, ha rappresentato il collegamento tra tutti gli interventi e che costituisce un punto di partenza per affrontare queste problematiche e combattere lo stigma sociale legato alla sofferenza psichica.