Ricorrenza particolare per il Movimento Aquila Rossa, associazione dasaese, che oggi festeggia un decennio di attività.

Un arco temporale che ha visto l'organizzazione spaziare su più fronti, specie su quello legato alla prevenzione secondaria, ovvero agli screening in loco, che hanno interessato molteplici cittadini del luogo e del circondario. Questa proposta ha rappresentato e rappresenta una peculiarità del sodalizio, sia per l'azione in sé – prima, infatti, questo genere di controlli medici gratuiti e sul posto erano rari – sia perché all'interno del Direttivo non ci sono mai state figure professionali sanitarie (ce ne sono, invece, tra i simpatizzanti). Un fattore che ha portato il gruppo a muoversi a tentoni, a fare cioè un vero e proprio scouting nella regione, per capire di volta in volta cosa fosse possibile proporre alla popolazione e chi, eventualmente, fosse disponibile a farlo.

Hanno richiesto meno impegno in tal senso, invece, altre iniziative, create ugualmente da zero ma con collegamenti storici o sociali: è il caso del “Nikòlaos Day”, dedicato a san Nicola e portato avanti assieme alla Parrocchia da oltre un quinquennio, di “Nati in paradiso”, che per un determinato periodo ha posto l'accento sul lutto perinatale, o della Caccia all'uovo di Pasqua, di più recente costituzione e indirizzata ai bambini.

Quest'ultima, sulla carta, rappresenta la controparte del Tombolone Meridionale, la manifestazione più longeva del Movimento, attraverso cui ogni anno vengono raccolti fondi da destinare in beneficenza a vari enti del territorio: sinora, in nove edizioni, sono stati raccolti più di 11mila euro. Viene svolta ogni anno il 26 dicembre ed è l'evento che raccoglie più partecipanti tra quelli curati dai giovani.

Dall'1° ottobre, infine, è partito l'undicesimo anno sociale, che si concluderà il 30 settembre 2027. Nei giorni precedenti si era proceduto al rinnovo del tesseramento che, per quanto concerne il Direttivo, ha visto confermata per il sesto anno consecutivo la scelta di gestirsi collegialmente, rinunciando cioè volutamente alle tradizionali cariche di presidente, vicepresidente e così via.