La Giunta comunale di Dasà ha deliberato, ieri, l'intitolazione del nuovo asilo nido a Michele Ruffino, il 17enne che nel 2018 si tolse la vita lanciandosi da un ponte ad Alpignano, nel Torinese, dopo mesi di derisioni da parte dei compagni.
La mamma, Maria Catrambone, era stata nel centro vibonese lo scorso 26 febbraio, portando la sua testimonianza all'interno di una manifestazione sul bullismo, organizzata dall'Istituto comprensivo e rivolta agli alunni della scuola secondaria di primo grado del territorio.
In quell'occasione, il sindaco Raffaele Scaturchio aveva reso pubblico l'intento dell'Amministrazione in merito alla dedicazione del nuovo spazio educativo al giovane, affinché quel momento non divenisse un episodio isolato.
Parole che trovano conferma nell'atto ufficiale delle scorse ore, nel quale viene spiegato che la scelta «nasce dalla volontà di custodire la memoria e trasformare la sua dolorosa vicenda in un messaggio permanente di sensibilizzazione e responsabilità per l’intera comunità. Intitolare a Michele un ambiente destinato ai bambini – si legge ancora – significa affermare, fin dai primi anni di vita, il valore dell’accoglienza, del rispetto dell’altro, dell’ascolto, della cura e della valorizzazione delle differenze, facendo della memoria uno strumento educativo e di prevenzione di ogni forma di prevaricazione e violenza».
Il proponimento del capo dell'esecutivo sarà ora valutato dalla Prefettura: Michele Ruffino è deceduto il 23 febbraio 2018 e, in Italia, per l'intitolazione di qualcosa a una persona scomparsa devono essere trascorsi almeno dieci anni. Per concretizzare l'idea servirà, quindi, una deroga del prefetto.
Se l'autorità governativa darà riscontro positivo, la signora Catrambone, che dopo l’accaduto si è stabilita in Calabria, sua terra d’origine, con il marito, tornerà nuovamente nel borgo montano per la cerimonia di intitolazione al figlio, che verosimilmente si terrà comunque dopo l'avvio della realtà educativa, previsto per il 4 novembre.
Dopo la tragica esperienza di un ottennio fa, la donna ha anche creato l'associazione “Miky Boys”, fondata per promuovere attività di sensibilizzazione sul bullismo nelle scuole, con il supporto di professionisti ed esperti del settore.